Axolotl di Francisco Cantón

Axolotl è un diario visivo intimo e coinvolgente di Francisco Cantón, plasmato nel corso di sette anni di sospensione — tra paesi, identità e momenti che si rifiutano di trovare una sistemazione definitiva.

Come la creatura da cui prende il nome, il libro sfugge a una conclusione definitiva. Non giunge a una meta; indugia. L’axolotl, un animale che non completa mai la propria metamorfosi, esiste in uno stato intermedio permanente: né inizio né fine, né giovinezza né età adulta. Le immagini di Cantón abitano questo stesso stato. Osservano piuttosto che affermare, sospese tra movimento e immobilità, superficie e profondità. Ciò che emerge è una tenera tensione: la paura del cambiamento, di diventare qualcun altro, di perdere la curiosità nell’atto di andare avanti.

Axolotl è un libro sulla mutazione e sulla paura che essa comporta. Sulla trasparenza, sul ritardo e sullo strano conforto di rimanere incompiuti. Invita lo spettatore a non limitarsi a scorrere le immagini, ma a soffermarsi su di esse — ad abitare lo spazio in cui nulla diventa pienamente, e dove quel rifiuto appare silenziosamente, profondamente umano.

Sull'artista

Francisco Cantón (n. 1992) è un regista e fotografo argentino che vive a Parigi. È uno dei tre membri del collettivo di registi Pantera. Il suo lavoro spazia dal cinema alla fotografia, con particolare attenzione all’atmosfera, ai personaggi e alla narrazione visiva.

© Francisco Cantón
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© Francisco Cantón

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Axolotl di Francisco Cantón by PhMuseum

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